mercoledì 28 novembre 2018

Slavofili

Uno dei dibattiti più importanti dell’Ottocento russo vede scontrarsi in un accesa discussione gli slavofili nonché le classi conservatrici e i cosiddetti occidentalisti nonché le classi liberali e progressiste.

Il culmine di questa lotta sarà proprio l’uccisione nel 1881 dello zar Alessandro II per mano di un nichilista, segnando così l’inizio della fase declinante del movimento rivoluzionario russo.

Turgenev nonostante fosse un convinto occidentalista – nello scontro sempre più acceso tra le due principali fazioni di pensiero (slavofili contro occidentalisti) – fu piuttosto lungimirante nell’avvertire i limiti di entrambi, scorgendo quelli che sono i difetti della società russa (tra cui il parassitismo delle classi conservatrici) che inevitabilmente portano alla nascita di movimenti radicali (il nichilismo fra i tanti) che a sua volta risulteranno essere autodistruttivi.

Processione religiosa



Lo slavofilismo fu un movimento intellettuale russo del XIX secolo, nato dal dibattito sulle idee introdotte dall'Europa occidentale dopo le riforme di Pietro il Grande (1672-1725).
Gli slavofili dettero vita a una corrente filosofica, politica e letteraria intesa al recupero dei valori politici, sociali, culturali e religiosi della Russia patriarcale e contadina, esaltando il patrimonio spirituale del popolo russo e avversando la cultura dall'Europa occidentale, liberale e industrializzata.



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