giovedì 9 gennaio 2020

Boomers vs Zoomers


Pavel Petrovich Kirsanov, "the boomer," is a retired officer and an aristocrat who supports liberalism. Evgeny Bazarov is a student and a nihilist, who despises liberalism as well as conservatism. They're discussing science, and Kirsanov is trying desperately to understand Bazarov's rebellious logic, but only grows increasingly bitter in the process.
* * *

"That is to say, you prefer physics to anything else?" This from Paul Petrovitch.

"Yes, I prefer physics-in fact, the natural sciences in general-to anything else."

"Well, I am told that the Germanics have made great strides in that department?" (Paul Petrovitch used the term "Germanics" instead of "Germans" ironically, but no one noticed it.)

"True," was Bazarov's careless reply. "In fact, the Germans are, in the same respect, our masters."

"You think highly of the Germans?" Paul Petrovitch's tone was now studiously polite, for he was beginning to feel irritated with the man-his aristocratic nature could not altogether stomach Bazarov's absolute lack of ceremony, the fact that this doctor's son not only knew no diffidence, but actually returned snappish and reluctant answers, and infused a brusquerie akin to rudeness into his tone.

"At least the savants of that part of the world have some energy in them," retorted Bazarov.

"Quite so. And your opinion of our Russian savants is - well, perhaps less flattering?"

"It is, with your leave."

"That constitutes a piece of laudable modesty on your part," Paul Petrovitch observed with a slight hitch of his figure and a toss of his head. "But how comes it about that Arkady has just told us that you recognize no authorities whatsoever? Do you not trust authorities?"

"Why should I? Is anything in the world trustworthy? Certainly, should I be told a fact, I agree with it, but that is all."

"Oh! Then the Germans confine themselves solely to facts?" Paul Petrovitch's face had now assumed an expression of detachment, as though he had suddenly become withdrawn to the ultimate heights of the empyrean.

"No, not all Germans," replied Bazarov with a passing yawn. Clearly, he had no mind to continue the controversy."

(Translated by C. J. Hogarth)



Fonte:
https://www.malaysiasun.com/news/263651845/boomers-vs-zoomers-in-russian-literature

venerdì 15 febbraio 2019

Chimamanda Ngozi Adichie



Nella libreria di Chimamanda Ngozi Adichie, ovvero i libri preferiti della scrittrice che dovremmo leggere anche noi, troviamo il grande classico della letteratura russa.

"Turgenev diceva di "non poter addolcire i personaggi con lo sciroppo" ma che doveva dire tutta la verità, persino contro le sue stesse simpatie. Perciò ho amato questo libro sin da quando ero una teenager" dice Chimamanda del capolavoro dello scrittore russo che l’ha "letteralmente assorbita"


https://www.elle.com/it/magazine/libri/a26319577/chimamanda-ngozi-adichie-news-libri-ame/

Chimamanda Ngozi Adichie news: quali sono i suoi libri preferiti

lunedì 3 dicembre 2018

Titolo


Molto spesso, il titolo è la chiave del contenuto e della sua comprensione.
Così è anche con il romanzo di I. S. Turgenev "Padri e figli".
Ci sono solo due semplici parole, ma tanti concetti che contengono gli eroi in due campi opposti. 
Un titolo così semplice rivela l'essenza del romanzo in una gamma complessa di problematiche.



venerdì 30 novembre 2018

Recensioni

- "PeF" mi ha aperto la strada per capire la letteratura classica russa.

- Senza il confronto tra padri e figli, la vita nella società "ristagnerebbe". I giovani guidano la locomotiva in avanti, quindi progrediscono. La maturità, invece, tende alla tradizione, perché cerca di preservare il meglio che c'era nella vita. E le cause dei conflitti tra padri e figli saranno sempre diverse

- "PeF" è un classico della letteratura, che ha resistito alla prova del tempo, attraverso i secoli. "Qual è il segreto della longevità di questo romanzo?" Una domanda del genere viene chiesta da tutti coloro che stanno cercando di giudicare la creazione di Turgenev, sia che sono scolari, sia che sono professori.

-  L'attività di Bazarov si riduce al fatto che cattura le rane, benda frettolosamente Kirsanov e fa un'autopsia senza successo, e nonostante la sua antipatia, Turgenev cerca di renderlo un personaggio interessante, un ereo positivo.

- Quando lessi il libro che ero giovane davo ragione ai figli. Ora son passati 30 anni e sono padre, e do ragione ai padri!


Edizioni 1862 - 1957


giovedì 29 novembre 2018

Analisi linguistica


Pagine approssimative: 173

Vocabolario attivo: basso (2577 parole univoche per 10.000 parole di testo)

Lunghezza media della frase: 69 caratteri, ben al di sotto della media (81)

La proporzione di dialoghi nel testo: 50%, che è molto più alta della media (37%)

Parole uniche usate: 6853

Vocabolario attivo (NEA): 6444

Vocabolario NON attivo (ANSA): 409




Diagramma di utilizzo di dialoghi nel testo
(x: numero di battute y: % di dialogo)



Volgarità

“La comparsa della volgarità è spesso utile, nella vita; allenta le corde troppo tese, tempera l’orgoglio e la presunzione, ricordando quante esse le siano parenti”.



mercoledì 28 novembre 2018

Slavofili

Uno dei dibattiti più importanti dell’Ottocento russo vede scontrarsi in un accesa discussione gli slavofili nonché le classi conservatrici e i cosiddetti occidentalisti nonché le classi liberali e progressiste.

Il culmine di questa lotta sarà proprio l’uccisione nel 1881 dello zar Alessandro II per mano di un nichilista, segnando così l’inizio della fase declinante del movimento rivoluzionario russo.

Turgenev nonostante fosse un convinto occidentalista – nello scontro sempre più acceso tra le due principali fazioni di pensiero (slavofili contro occidentalisti) – fu piuttosto lungimirante nell’avvertire i limiti di entrambi, scorgendo quelli che sono i difetti della società russa (tra cui il parassitismo delle classi conservatrici) che inevitabilmente portano alla nascita di movimenti radicali (il nichilismo fra i tanti) che a sua volta risulteranno essere autodistruttivi.

Processione religiosa



Lo slavofilismo fu un movimento intellettuale russo del XIX secolo, nato dal dibattito sulle idee introdotte dall'Europa occidentale dopo le riforme di Pietro il Grande (1672-1725).
Gli slavofili dettero vita a una corrente filosofica, politica e letteraria intesa al recupero dei valori politici, sociali, culturali e religiosi della Russia patriarcale e contadina, esaltando il patrimonio spirituale del popolo russo e avversando la cultura dall'Europa occidentale, liberale e industrializzata.